Quando arriva il periodo delle ferie, l’attenzione alla sicurezza digitale in vacanza deve aumentare, non diminuire. Le aziende che operano in ambito governance, compliance e cyber security lo sanno bene: il rischio non va mai in ferie, mentre le persone sì. Ed è proprio in questa distanza, fisiologica, necessaria, sacrosanta, che si aprono le superfici d’attacco più insidiose.
Rispetto delle ferie e limiti operativi
Un principio fondamentale di buona governance è semplice: un dipendente in ferie è davvero in ferie.
Non è possibile accedere alla sua casella di posta, né forzare procedure di password reset tramite interventi tecnici non autorizzati. Allo stesso modo, non è accettabile contattarlo per attività operative: la tutela del benessere e il rispetto delle policy HR fanno parte integrante della postura di sicurezza digitale aziendale.
Dispositivi aziendali: portarli o non portarli?
La gestione dei dispositivi aziendali durante le ferie è un nodo critico. Se non è previsto l’uso promiscuo, i device dovrebbero restare in azienda/casa. Portarli in viaggio espone a rischi di furto, smarrimento o accesso non autorizzato. E un dispositivo sottratto equivale a un potenziale data breach, con tutte le implicazioni di notifica e gestione dell’incidente. Gestire un data breach quando metà dell’organico è in ferie è un incubo operativo che ogni CISO vorrebbe evitare.
Se invece l’uso promiscuo è autorizzato, il dispositivo va trattato come un bene critico: custodito con attenzione, protetto da PIN robusti, mai lasciato incustodito in hotel o spiagge, e di sicuro mai lasciato ai figli per “giocare un attimo”.
Wi-Fi pubblici: il falso amico del viaggiatore
Uno dei rischi più sottovalutati è l’uso di reti pubbliche. Connettersi a Wi-Fi di aeroporti, bar o hotel espone a possibili attacchi di esfiltrazione, intercettazioni o infezioni malware. Se proprio serve lavorare, meglio usare l’hotspot e una VPN aziendale. È una misura semplice, ma spesso dimenticata.
Meno focus, più rischio: il fattore umano in vacanza
Durante le ferie l’attenzione cala, ed è normale. Ma questo rende le persone più vulnerabili a email malevole e tentativi di phishing. Per questo è utile dotarsi di sistemi di alerting comportamentale che intercettano anomalie e proteggono l’utente anche quando non è pienamente concentrato.
Privacy personale: un diritto, non un optional
Nessuno ha il diritto di sapere dove un dipendente trascorre le ferie o cosa fa nel tempo libero. La privacy personale è parte integrante della sicurezza complessiva: meno informazioni circolano, minori sono le possibilità di social engineering.
Impostare un messaggio di out of office chiaro e completo riduce pressioni, incomprensioni e tentativi di contatto improprio. È una buona pratica di comunicazione interna e un tassello della resilienza organizzativa.
Infine, un punto spesso ignorato: il riposo è un presidio di sicurezza. Un dipendente stanco è più vulnerabile, più distratto, più esposto al burnout. Staccare davvero non è solo un diritto: è una misura di protezione per la persona e per l’azienda.